Misurare lo scorrere del tempo è un’esigenza sentita dall’uomo fin dall’antichità.
La costruzione di una struttura come Stonehenge, oppure l’invenzione della clessidra o dell’orologio ad acqua, ne sono degli esempi.

Nel Medioevo compaiono i primi orologi sulle torri campanarie delle più importanti città d’Europa.
Per vedere il primo orologio indossabile bisognerà aspettare il XVI secolo: l’orologio da tasca.
Prima gli unici artigiani ad avere le competenze e gli strumenti per riparare un grande orologio cittadino erano i fabbri.

Peter Henlein è stato il primo orologiaio della storia in senso moderno.

Nato a Norimberga nel 1485, si avvicinò al mondo dei metalli grazie al padre, un falsario d’ottone.

Dopo aver iniziato l’apprendistato da fabbro, fu coinvolto in una rissa in cui fu ucciso un suo collega fabbro. Ricevuto asilo presso il monastero di Norimberga, approfondì le sue conoscenze applicando la matematica, l’astronomia e la miniatura dei monaci amanuensi al campo dell’orologeria.

Nel 1505 Peter Henlein inventò il primo orologio indossabile della storia: il Pomander 1505.

Molto simile a un sonaglio da appendere al collo, il design di questo orologio consisteva in due semisfere unite da una cerniera. Se aperta, la metà superiore mostra al suo interno un’altra piccola sfera su cui è presente il quadrante, i cui indici sono rappresentati rispettivamente con numeri romani, nella parte superiore, e numeri arabi, nella parte inferiore. Questa scelta molto probabilmente simboleggia il periodo di transizione nell’utilizzo dei numeri in quel particolare momento storico.

Con una cassa in rame e un movimento a carica manuale completamente in ferro, il Pomander di Henlein presenta una particolare incisione:

1505 – Il tempo mi sfuggirà, ma io riconoscerò l’ora corretta.

Il modello di orologio sviluppato da Henlein divenne presto un dono simbolico tra diplomatici di Oriente e Occidente, perché univa la tecnologia europea con delle forme orientali.
Infatti in quel periodo in Oriente oggetti con una forma sferica simile al Pomander venivano già utilizzati, per i loro effetti curativi, come simboli di protezione. Il motivo di questa credenza deriva dal profumo di muschio inserito all’interno di questa specie di grande ciondolo per i suoi effetti disinfettanti e antiodore.

Le tracce del primo Orologio Pomander si sono perse fino al 1987 quando fu riscoperto in un mercatino d’antiquariato a Londra.
L’orologio ha cambiato proprietà molte volte fino al 2002, quando un collezionista privato l’ha acquistato e sottoposto a una serie di perizie per accertarne l’autenticità. Dopo numerosi studi, micro e macrofotografici, metallurgici e di una tomografia computerizzata 3D, l’orologio è stato dichiarato autentico e stimato nel 2014 per un valore di partenza di circa 50 – 80 milioni di dollari.

Dei Pomander realizzati da Peter Henlein ne sono conservati solo due al mondo.

Oltre al modello del 1505 appartenente a una collezione privata, esiste un altro orologio Pomander datato 1530 di proprietà del Walters Art Museum di Baltimora.

Il Pomander ha compiuto una vera e propria rivoluzione nei modi di vivere dell’essere umano.
La sfida degli orologiai è sempre stata quella di realizzare degli orologi piccoli, complicati e portatili. Peter Henlein non è stato solo l’inventore dell’orologio portatile ma di un nuovo modo di misurare il tempo, permettendo di metterlo perfino in tasca.

L’importanza simbolica del Pomander di Peter Henlein del 1505 riguarda anche il lasso di tempo in cui venì realizzato, lo stesso che un  artista impiegava per realizzazione di un’importante opera: La Gioconda di Leonardo Da Vinci.

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